venerdì, 16 ottobre 2009
Se la notizia riportata dall'Ansa è vera, non esistono altri modi di definire quest'uomo......
Ralph Lauren licenzia modella di 54 chili
Filippa Hamilton, 23 anni fuori dalla maison perche' ritenuta troppo grassa
14 ottobre, 21:15

Ralph Lauren
WASHINGTON - Un metro e settantasette per 54 chili. Sono queste le misure della celebre modella francese ventitreenne, Filippa Hamilton, che però è stata licenziata dalla casa di moda Ralph Lauren perché ritenuta incredibilmente troppo grassa. La ragazza, racconta il tabloid newyorchese Daily News, lavorava con questa azienda dal 2002 e la considerava "una sua seconda famiglia". Poco tempo fa era rimasta sconvolta nel vedere una sua foto pubblicitaria ritoccata al fotoshop, che la rendeva ancora più sottile, magrissima da far spavento. La campagna era destinata solo al mercato giapponese, tuttavia la ragazza subì uno choc nel vedere la sua faccia attaccata ad un corpo così innaturalmente smunto. Ma tutto poteva immaginare tranne che un giorno sarebbe stata cacciata per motivi di peso. "Mi hanno licenziato - ha raccontato la modella - perché secondo loro sono sovrappeso e non sono più in grado di indossare i loro vestiti". Diversa le versione fornita dalla casa di moda: "Filippa è una ragazza bellissima e assolutamente sana. Tuttavia - si legge in una nota - il nostro rapporto con lei s'é interrotto per colpa della sua incapacità a rispettare gli obblighi previsti dal suo contratto". Quindi Ralph Lauren esprime il proprio rammarico per la foto diffusa in Giappone, ma conferma la sua decisione: "Ci assumiamo tutta la responsabilità di quanto è accaduto. Si tratta di un'immagine erroneamente diffusa in Giappone, molto diversa da quella lanciata negli Stati Uniti. Insomma riconosciamo il nostro errore che però non ha nulla a che vedere con il licenziamento di Filippa".(ANSA).
venerdì, 09 ottobre 2009
lunedì, 05 ottobre 2009
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Valore, Erri De Luca (da Opera sull'acqua e altre poesie)
lunedì, 21 settembre 2009
Era un italiano ed era in missione.
E' stato ucciso il 19 settembre con due colpi alla testa.
Si chiamava don Ruggero Ruvoletto, era un missionario della diocesi di Padova.
Da due anni lavorava con i poveri in Amazzonia, soprattutto a fianco dei bambini, in una situazione di grande degrado, di violenza e di ingiustizia.
Un martire di sicuro, ma evidentemente non un eroe secondo i nostri politici e i nostri giornalisti.
A lui i giornali e telegiornali hanno dedicato pochissimo spazio, nessuna parola è stata spesa dai nostri politici, nessun racconto della sua scelta di vita coraggiosa per la pace, nessun parente intervistato, nessun lutto al braccio in nessuno sport.
Eppure a me sembra che come italiani dovremmo essere rattristati per la sua morte. Come uomini e donne che amano la pace dovremmo andare alla sua bara a rendere omaggio. A dirgli grazie, piangendo la sua morte assurda e ingiusta per mano di vigliacchi senza scrupoli.
Ma a quanto di questo martire silenzioso non frega niente a nessuno.
Se fossi un giornalista o un politico italiano mi farei un po' schifo....
lunedì, 07 settembre 2009
Napoli, 5 settembre 2009.
E' rimasta deserta la chiesa di Sant'Antonio di Padova di Secondigliano, dove stamattina si sono celebrati i funerali di Gaetano D., l’uomo di 51 anni che aveva contratto il virus H1N1 dell’influenza A, morto all’ospedale Cotugno di Napoli.
Alla cerimonia c'erano solo pochi fedeli riuniti per le preghiere del mattino. Il corpo è stato trasportato con un carrello da cinque addetti che indossavano mascherine. L’anziana madre dell'uomo è rimasto sul fondo della navata, senza avvicinarsi al feretro e al celebrante. Con un tocco di amarezza, il sacerdote ha detto: ‘’In quarant’anni non ho mai visto un funerale del genere. Sono cose che devono far riflettere’’.
da Quotidiano.net
E' vero, c'è molto da riflettere. Questa persona non è morta per l'influenza, ma perchè vittima di altre gravi patologie. Ma la psicosi scatenata dai giornali ha prodotto questo risultato: un funerale vuoto, forse per la paura che il morto come uno zombie potesse alzarsi e contaminare irrimediabilemente i "sani"?
Ogni estate DEVE avere il suo dramma: un anno i vecchi stramazzano a dozzine uccisi dal caldo, un anno branchi di cani- killer sgozzano ogni essere umano che incontrano, questo è l'anno della pandemia universale....
Sono stupefatto: sono state dedicate ore e ore di telegiornali sul presunto (ma mai scoperto) vincitore dell'enalotto e sulle possibili forme di investimento della vincita, ma queste sono le NOTIZIE?
Del resto quando un telegiornale in pieno agosto dedica ore al caldo, la prima domanda che ti poni è: ma che notizia è? ogni agosto fa caldo! già, ma ti consigliano di bere molto e di mettere un cappellino, vuoi mettere lo scoop???
martedì, 01 settembre 2009
Tra un paio di giorni, il 3 settembre, saranno vent'anni dalla morte di Gaetano Scirea.
Il più forte ma sopratutto il più leale difensore di tutti i tempi.
Ha vinto tutto, ma proprio tutto quello che c'era da vincere (coppa del mondo inclusa) e in oltre 550 partite non è mai stato espulso. Mai un' espulsione.
In questi giorni dove in politica, nello sport, nei programmi televisivi, per strada sembra che non sei un uomo se non gridi, non insulti e non colpisci per primo (meglio se alle spalle) si sente ancora più pesantemente l'assenza di personaggi così.
Perchè - per quanto cerchino di farci credere il contrario - alla fine la correttezza e la lealtà sono valori assoluti di un uomo, non debolezze.
sabato, 08 agosto 2009
Elbert Hubbard ha scritto:
"Nessuno ha bisogno di una vacanza quanto uno che ci è appena stato."
vi dirò al mio ritorno se aveva ragione. a me sembra di avere sempre bisogno di vacanza, in realtà..
venerdì, 31 luglio 2009
C'è gente al volante che è molto ma molto più pericolosa di me da sobria di quanto lo sarei io se bevessi una decina di grappe prima di guidare.
Gli incidenti succedono perchè non sappiamo guidare, c'è una cultura ormai consolidata che permette di superare i limiti di velocità, nonchè di fare qualsiasi manovra immaginabile (ho visto fare retromarcia in autostrada!!!!) pur di non perdere tempo e arrivare il prima possibile.
Basterebbe partire per tempo e guidare con calma per non mettere a repentaglio la propria e l'altrui vita, ma all'italiano medio puoi fare qualsiasi tipo di insulto tranne quello di non saper guidare e di essere una lumaca.
Chi rispetta tutti i limiti di velocità (e diciamocelo che alcuni sono assolutamente assurdi) rischia di essere tamponato continuamente, però andare ai 70 dove il limite è 50 non è come andare ai 130 dove il limite è 70!
La nebbia killer, il ghiaccio assassino, l'alcol demonizzato: troppo comodo dare la colpa a loro, basterebbe e bisognerebbe invece essere prudenti sempre ed esserlo ancor di più in quelle situazioni.
Ma perchè si producono macchine che vanno ai 200 all'ora se il limite massimo è 130? Perchè non si strappa per sempre la patente a chi commette una grave infrazione, visto che poi si scopre come è successo l'altro giorno che ci sono persone cui ritirano n volte la patente senza ottenere risultati fino a quando non ci scappa il morto.
Bel risultato, complimenti.
martedì, 07 luglio 2009
Credo che da giovane io somigliassi tantissimo ai giovani che oggi meno sopporto.
Credo che da giovane detestassi gli adulti che somigliano a me oggi.
In qualche modo è fantastico, non trovate?
venerdì, 03 luglio 2009
La mia tecnica è sempre stata infallibile: ignorare.
Ignorare però non per scelta razionale e calcolata, ma per timidezza e insicurezza.
"figurati se lei tra tutti noterà me"
e invece....
domenica, 28 giugno 2009
Robert Oxton Bolt ha scritto,
"Una convinzione non e' solo
un' idea che la mente possiede
ma e' un' idea che possiede la mente"
venerdì, 19 giugno 2009
D: può esistere amicizia tra uomo e donna?
R: No, assolutamente no!
martedì, 16 giugno 2009
Mi gira da giorni nella testa questa canzone
http://www.youtube.com/watch?v=j7o9qnWfMvg
domenica, 14 giugno 2009
"Non sforzarti di essere
migliore degli altri,
cerca di essere
migliore di te stesso".
William Faulkner
venerdì, 12 giugno 2009
Qualche giorno fa ho scritto un post, ho cliccato su edita, ma splinder l'ha fatto sparire
Oggi ci ho riprovato, ho riscritto quel post, ho ricliccato su edita e splinder l'ha fatto risparire.
Splinder splindente, non era già abbastanza per noi utenti che tu avessi la peggior chat dell'universo?
mercoledì, 03 giugno 2009
io ho dei profondissimi dubbi sull'istituzione esercito.
Non perchè fa indossare a tutti la stessa divisa e fa marciare tutti assieme.
Non perchè chiede una disciplina severa e rigida.
Ma perchè insegna a obbedire senza discutere.
Obbedire fino ad uccidere non solo uomini, ma anche donne e bambini inermi
E a obbedire senza discutere gli eserciti ci hanno "regalato":
- bombe atomiche su città militarmente non pericolose (hiroshima e nagasaki)
- uccisione di centinaia (forse migliaia) di giovani cinesi disarmati e nonviolenti che chiedevano solo più democrazia (proprio la notte del 3 giugno di vent'anni fa),
- utilizzo di gas (come italiani già in etiopia nel 1935 nonostante nel 1928 avessimo firmato la non convenzionalità)
- stupri di massa e pulizia etnica
e molte altre situazioni di questo tipo.
Del resto come si difesero i capi nazisti ai processi? Abbiamo solo eseguito degli ordini
Bello schifo... Controllate pure su internet, i generali più sanguinari pressochè mai hanno risposto delle loro azioni di fronte a un tribunale, nonostante palesi e gravissime violazioni inflitte ai civile tramite crimini di guerra. E se li processano, è quando son troppo vecchi per finire in carcere.
Una vergogna esemplare nella sua gravità è costituita per noi italiani dalla strage Ustica sulla quale traggo da Wikipedia:
Con strage di Ustica si indica il disastro aereo in cui persero la vita 81 persone nel cielo tra le isole di Ustica e Ponza, venerdì 27 giugno 1980, quando l'aereo di linea I-TIGI Douglas DC-9 appartenente alla compagnia aerea Itavia si squarciò in volo senza preavviso e scomparve in mare.Dopo quasi trent'anni di inchieste, molti aspetti di questo disastro appaiono ancora poco chiari.
Procuratevi RACCONTO PER USTICA di Marco Paolini, è tutto fin troppo chiaro....
Quarant'anni fa un prete disse che l'obbendienza non è più una virtù e per questo venne accusato di apologia di reato.
Chi diede l'ordine di abbattere l'aereo a Ustica uccidendo 81 civili e mentendo per anni a parenti giornalisti e ai vari processi, ha fatto carriera (come faccia a convivere serenamente con la sua coscienza io non lo capirò mai).
Ma in fondo, che ne dite, il prete condannato e il generale assolto ci fa dire tranquillamente che giustizia è fatta, o no??
giovedì, 28 maggio 2009
NOTIZIA DI QUALCHE GIORNO FA
Usa: soldato massacro' famiglia in Iraq, condannato all'ergastolo
WASHINGTON - Steven Dale Green e' il primo ex soldato condannato dalla legge degli Stati Uniti per crimini commessi oltremare. Nel marzo 2006, insieme ad altri 4 commilitoni, il soldato della 101esima divisione aviotrasportata si macchio' di un terribile crimine: stupro' e uccise Abeer Qassim al Janabi, una 14enne irachena. Dopo di lei furono massacrati anche il padre, la madre, e la piccola sorellina di sei anni. La giuria chiamata a decidere della sua sorte non ha trovato l'unanimita' per comminargli la pena capitale, e Steven Dale Green e' stato condannato all'ergastolo. Gli altri tre soldati erano gia' stati condannati da una corte marziale al carcere a vita. Un quarto, che era di guardia, a 2 anni e 3 mesi in carcere. Green e' stato processato da un tribunale civile perche' incriminato quando aveva gia' dismesso la divisa: lo esercito lo aveva scaricato per "disturbo della personalita'". (Agr)
Io sono contrario alla pena di morte e quindi non vorrei che si fraintendesse il mio dubbio: se un soldato iracheno avesse stuprato e ucciso una ragazzina americana e poi massacrati i genitori e la sorellina di sei anni, a lui la pena di morte l'avrebbero data??
mercoledì, 06 maggio 2009
Su cinque persone che si ammalano di anoressia, una muore.
Ripeto: UNA SU CINQUE.
L'anoressia non è una malattia come il morbillo, a diffusione mondiale.
Il "virus" dell'anoressia è un modello di bellezza femminile scellerato che non piove dal cielo, ma che qualcuno ha esasperato mostrandolo ed esaltandolo in foto, passerelle e quant'altro.
Ma questi personaggi che con le loro scelte sono complici di questa carneficina, si rendono conto di quello che hanno provocato e stanno provocando ogni giorno?
Una ragazza su cinque che si ammala muore.
La loro vita vale meno di un vestito o di un profumo?
mercoledì, 29 aprile 2009
Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo, decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Compro' anche un pacchetto di biscotti.
Si sedette nella sala VIP per stare piu tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei comincio' a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si senti' indignata ma non disse nulla e continuo' a leggere il suo libro.
Tra se' penso' 'ma tu guarda se solo avessi un po’ piu' di coraggio gli avrei gia' dato un pugno...' Cosi' ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna penso' 'ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!'
L'uomo prese l'ultimo biscotto e lo divise a meta'! 'Ah!, questo e' troppo' penso' e comincio a sbuffare indignata, si prese le sue cose, il libro, la sua borsa e si incammino' verso l'uscita della sala d'attesa.
Quando si senti' un po' meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e apri' la borsa per infilarlo dentro quando................. nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno.
Senti' tanta vergogna e capi' solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quell' uomo seduto accanto a lei che pero' aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore, al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.
Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo?
domenica, 12 aprile 2009
Mi riposo alcuni giorni, ogni tanto ci vuole davvero.
Come sempre buona musica e buone letture mi faranno compagnia
Non sparisco, mi ricarico solo
venerdì, 03 aprile 2009
Il Jolly Renato Zero - Artide Antartide (1981)
Che ne sai, di questo jolly
Che sorride alla fortuna anche per te
Cosa vuoi da questo Jolly
Una burla o un’altra storia che non c’è
Che sia lì se il piatto piange
Perché il gioco resti ancora in mano a te.
Che ne sai che forse un Jolly
Qualche volta ride amaro e non ci sta
Che ne sai che pure un Jolly
Una sera abbia la luna che non va.
Vieni qui guarda che il mondo
Da quassù non è più tondo che da te.
Vado via vado via
Questa sera non reggo all’allegria
Ha un cuore pure il Jolly amica mia.
Via a incontrare la vita tradita scannata
Di chi la partita coi guai non vince mai…
Via tra quei cristi battuti che affidano al caso
Un destino che pesa e verrà comunque va…
Ecco qui, il Jolly è stanco
E non tiene banco e forse piangerà
Non sarà lo stesso Jolly
Che prendeva per i fondelli la realtà.
Vado via vado via
Non pensare che sia scena la mia
Beffarda sorte servire la follia.
Via ad incontrare chi è solo ed aspetta una mano
Se prendere il volo non sa
E resta là…
Via però tienimi il posto perché alla tua festa
La tua nota giusta sarò
Io ci sarò…
Qua
ndo giovincello e timido mi affacciai nel mondo delle relazioni interpersonali, decisi in modo più o meno consapevole che la maschera con cui mi sarei fatto conoscere e accettare dagli altri era quella del buffone. Il buffone, che altri non è che il Jolly delle carte.
Il Jolly è una carta particolare, prende il valore che serve a chi lo ha in mano e quindi alla fine non ha nessun valore da sola. Il Jolly è una carta che mette a suo agio tutte le altre, perché può essere qualsiasi cosa vogliano.
E in effetti io oltre che buffone, cioè quello che fa ridere ed è sempre allegro, son stato anche jolly, uno che poteva stare bene con tutti indifferentemente.
Ma capita che il buffone a volte perda il sorriso e si chieda se davvero lo spettacolo debba continuare, e che il jolly a volte si interroghi su quale sia davvero il suo valore.
Ma sono domande senza senso per tutto il resto del mondo.
giovedì, 02 aprile 2009
Non c'è certo bisogno del Grande Fratello per osservare il comportamento della gente. Basta prendere i mezzi pubblici, sono il ricettacolo di ogni forma di devianza e di annebbiamento del pensiero. Tra le patologie più diffuse ne vorrei ricordare qualcuna:
-
SINDROME DA TELEQUIZ ci sono persone che se devono scendere alla fermata mettiamo la numero 10, mentre ancora la gente scende alla numero 9 si avvicinano con aria fintamente sorniona al campanello di prenotazione per poter essere i primi a far risuonare appunto il campanello nell'arco di tempo più breve possibile da quando il mezzo pubblico riparte dalla fermata 9. A volte sono convinto che si aspettino un premio o forse un applauso per il loro tempismo, secondo me qualcuno ambisce anche al guinness dei primati.
-
SINDROME DA CRISTOFORO COLOMBO forse per paura di perdersi scendendo alla fermata sbagliata e trovarsi un un altro mondo, c'è gente che si piazza davanti all'uscita dicendo ad alta voce (per farsi sentire e scaricarsi la coscienza) TANTO TRA POCO DEVO SCENDERE salvo poi rivelarsi dei bugiardi impuniti, infatti sanno benissimo che hanno ancora 19 fermate prima della loro ma hanno paura di non scendere in tempo per colpa degli altri passeggeri. Nemmeno ci fosse una fermata ogni 70 chilometri!
-
SINDROME DA NON CI SONO PIU' I GIOVANI DI UNA VOLTA io mi chiedo sei in pensione non hai un belino da fare, ma perchè prendi il pulmann insieme alle orde di studenti che devono andare a scuola per poi lamentarti che non ti cedono il posto? aspetta venti minuti, mezz'ora al massimo e ti puoi sdraiare tanti posti liberi ci sono quando è finito l'ingresso degli studenti nelle scuole !
PS sicuramente i lettori più attenti (razza in via di estinzione rapidissima) ricorderanno che avevo in passato già evidenziato altre patologie, ho cercato allora di non ripetermi ma sarebbe stato bene richiamare quei post. se riesco metto il link nei prossimi giorni.
giovedì, 26 marzo 2009
FARO' IL POMPIERE!
Lo diceva continuamente Grisù, il piccolo draghetto protagonsta di un cartone animato della mia infanzia. Anch'io avrei voluto farlo, magari al posto del servizio civile. Ma se non mi avessero selezionato sarei poi dovuto andare a fare il militare, e il rischio non valeva la pena. Peccato, perchè ancora oggi il pompiere costituisce sicuramente uno dei mestieri per cui mi sento portato. Non tanto per prestanza fisica (che non ho) quanto per la sua essenza di aiuto alle persone in difficoltà, aiuto semplice ma autentico. Pochi giorni ho assisitito ad un loro intervento, una coppia di vecchietti era rimasta chiusa fuori casa. Sono arrivati, si son fatti in quattro, sono riusciti ad entrare e a risolvere il problema serenamente, tenendo conto dell'aver a che fare con due vecchietti quindi con pazienza e sorriso. Non mi vengono in mente altri lavori come quello del pompiere. Chissà, forse avrei dovuto accettare il rischio da giovane e provarci, giocare tutte le mie carte fino alla fine. Non l'ho fatto.
Pazienza.
Non amo dire "se tornassi indietro farei..." ma in questo caso sì, lo riconosco. Se potessi tornare indietro farei il pompiere.
martedì, 17 marzo 2009
Tu mi chiedi
che cosa sei diventata
tu che passi le giornate
chiusa nel tuo ufficio
tu che sei sempre
l'ultima ad andartene
e poi saluti
la signora delle pulizie
tu mi chiedi
che cosa sei diventata
che arrivi a casa
e poi mangi
una pizza surgelata
e poi ascolti le chiamate
sulla segreteria
quindi richiami
chi non sa più dov'è che sei
ti dico io
quello che sei diventata
miserabile
miserabile
miserabile
tu mi chiedi
che cosa sei diventata
tu lì sdraiata
sopra il divano e con la tv
che fa programmi
a cui non sei interessata
e ti addormenti
che hai ancora addosso il tuo tailleur
tu mi chiedi
che cosa sei diventata
che son tre anni
che le vacanze non le fai più
perché c'è sempre un'emergenza
da sbrigare
e il tuo capo dice
che la devi sbrigare tu
ti dico io quello che sei diventata
miserabile
miserabile
miserabile
tu mi chiedi
che cosa sei diventata
tu che i regali
li compri sempre all'autogrill
che mandi i tuoi sms
e cerchi di giustificare
che non hai tempo
neanche di andare a un funerale
tu mi chiedi
che cosa sei diventata
che avevi un uomo
premuroso e innamorato
che se n'è andato
quando gli hai detto imbarazzata
che tu un bambino
non lo avresti voluto mai
ti dico io
quello che sei diventata
ti dico io
quello che sei diventata
miserabile
miserabile
miserabile
miserabile
miserabile
miserabile
sei miserabile...
[Marco Paolini e Mercanti di Liquore, Miserabile amica,
dal cd Miserabili. Io e Margareth Thatcher.]
venerdì, 06 marzo 2009
Al telefono (ma anche al citofono) mi scambiano sempre per una donna "Buongiorno signora, le volevo chiedere....". Una volta mi hanno addirituta chiesto se potevano parlare con mio marito. I lettori più attenti si ricordano di sicuro che ne ho già parlato, quindi si chiederanno quale sia la novità.
La novità è che oggi a causa di un fastidioso mal di gola mi ritrovo una sensualissima voce da maniaco, e sto facendo ovviamente di tutto per evitare di rispondere al telefono.
Devo trovare il modo per farmi doppiare....
giovedì, 26 febbraio 2009
Pausa pranzo. La solita pizzeria di fiducia, in centro a Torino. Anche oggi dopo essermi accomodato mi guardo intorno per cercare i volti dei clienti abituali. E' un locale enorme, sempre pieno, alla fine gli unici visi che riconosco son quelli dei camerieri. Anzi no, quel signore lì l'ho già visto... massì, ordina come me vino bianco, come me è sempre da solo.
Si dice che mangiare da soli sia triste, quindi almeno cerco di mangiare bene, ecco perchè vengo spesso qui.
"Quel signore col vino bianco potrei essere io tra qualche anno" ecco cosa ho pensato l'ultima volta che l'ho visto. Sembra triste, ma cosa ne posso sapere io, magari qualcuno sta guardando me e pensa la stessa cosa solo perchè sono solo, ma non è così, non sono triste. Potrei davvero essere io però....
Oggi però non l'avevo notato subito, ero stato distratto da un piacevole terzetto femminile di fronte a me e da una famiglia straniera alla mia destra che cercava di capire il menù (scusi cosa sono le mezze maniche?) ma quasi per caso poi l'ho visto.
Stava bevendo il suo ultimo bicchiere, e ad un certo punto ha chiuso gli occhi, ha abbassato un po' la testa e si è addormentato così, col bicchiere in mano.
Ha dormito solo pochi minuti, credo proprio di essere stato l'unico ad averlo notato. Poi si è svegliato, ha finito il vino, si è messo cappello e cappotto e si è diretto verso le casse per pagare.
Penso che potrebbe succedere anche a me un giorno. E chissà magari finirò anch'io anonimo protagonista di un post in un blog sconosciuto.
Perchè in fondo mangiare da soli è davvero un po' triste
venerdì, 20 febbraio 2009
Ecco finalmente qualcuno che la pensa come me! Il terzo album di Rudy Marra uscito ormai da un anno o forse due è intitolato SONO UN GENIO MA NON LO DIMOSTRO. Un capolavoro. Ma Rudy Marra non lo conosce nessuno. Anche io sono un genio, solo che non lo dimostro, proprio come Rudy.
E' un destino crudele il nostro. Rudy però ha scritto un disco bello, graffiante, intelligente, e chi ha la pazienza e il coraggio di andare alla sua scoperta capisce che davvero Rudy è un genio.
Un genio che ha seguito la sua strada e i suoi tempi (più di dieci anni tra il secondo e il terzo album!) canta quello che vuole come vuole e quando vuole.
Quanto tempo ci vorrà invece a me per poter dire - anche solo a me stesso - SONO UN GENIO, MA NON LO DIMOSTRO?